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Spazio, si apre l'era dei razzi riutilizzabili

Per la prima volta, è stato lanciato e fatto rientrare dallo spazio un razzo che era già stato in missione. Una tappa storica per l’industria aerospaziale, firmata dall’azienda Space X dell’imprenditore Elon Musk, l’inventore dell’automobile elettrica Tesla.

Questo contenuto è stato pubblicato il 31 marzo 2017 - 12:40
tvsvizzera.it/ri con RSI (TG 12.30 del 31.03.2017)
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Elon Musk ha intanto annunciato che nel 2018 manderà sulla luna due privati cittadini. I turisti dello spazio compiranno un viaggio a pagamento di oltre 600 mila chilometri e della durata di una settimana, per il quale hanno già lasciato un “deposito significativo”. I primi non-astronauti che faranno un giro attorno al satellite non si conoscevano tra loro, e inizieranno l’addestramento nel corso di quest’anno. Per Musk, si tratta di una scommessa importante: le missioni private possono diventare una fonte di ricavi.

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La gioia a Cape Canaveral esplode: ‘Falcon 9’ inaugura l’era del riciclo dei razzi spaziali. Dopo aver portato in orbita con successo un satellite, il razzo è tornato indietro atterrando in maniera autonoma sulla piattaforma galleggiante nell’Oceano Atalantico, ed è pronto per una nuova missione.

Quel che 15 anni fa era solo un sogno, nasce dalla mente dell’innovatore Elon Tusk. Il ‘papà’ della Tesla ha fondato una società aerospaziale che mira a sviluppare tecnologie per ridurre i costi d’accesso allo spazio.

Il passo compiuto da ‘Falcon 9’ apre un ventaglio di possibilità. Riutilizzare un razzo significa abbattere i costi e quindi la possibilità di rendere i lanci più frequenti. Musk, che è noto per imporre ritmi serrati e scadenze irrealistiche, ha già posto la prossima sfida ai suoi collaboratori: rilanciare lo stesso razzo entro 24 ore.

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