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La Russia si riprende la Crimea

Limes

di Giorgio Cuscito (Limes)

Questo contenuto è stato pubblicato il 04 marzo 2014 - 15:27

Nell'ultima settimana l'epicentro della crisi ucraina si è spostato da Kiev alla penisola di Crimea. Il governo di questa Repubblica autonoma (in cui la maggioranza della popolazione è russa) è stato rovesciato e il nuovo premier Sergei Aksenov ha chiesto aiuto a Mosca per mantenere la pace nel territorio.

Il presidente russo Vladimir Putin ha domandato e ottenutoLink esterno dal Consiglio Federale (la Camera alta russa) l'autorizzazione per l'utilizzo delle Forze armate in Ucraina. Il leader del Cremlino non ha ancora formalmente esercitato tale potere, anche se circa 16 mila soldati russiLink esterno privi di mostrine di riconoscimento hanno preso il controllo delle infrastrutture nevralgiche (militari e non) della Crimea.

Il presidente ad interim ucraino Oleksander Turchinov ha affermato cheLink esterno il paese è stato invaso dalla Russia.

Perché la Crimea conta

La Crimea si trova nel Sud-Est dell'Ucraina ed è bagnata dal Mar Nero. La sua estremità più orientale dista pochi chilometri dal turbolento Caucaso russoLink esterno.

La Crimea è stata annessa all'impero russo nel 1783 durante il regno di Caterina la grande; nel 1954 la penisola è stata donata dal presidente dell'Unione Sovietica Nikita Kruscev (che era ucraino) al governo di Kiev. Il 58.1%Link esterno dei cittadini della Crimea è di etnia russa.

Secondo il trattato di amicizia e cooperazione del 1997 tra Russia e Ucraina, Mosca s'impegna a non avanzare alcuna pretesa territoriale sul territorio dell'ex repubblica sovietica. Kiev ha ceduto in affitto alla Federazione Russa il porto di Sebastopoli fino al 2017 – scadenza prolungata da Yanukovich al 2042Link esterno in cambio di una riduzione del costo del gas naturale che Mosca fornisce all'Ucraina.

La base di Sebastopoli consente alla flotta russa di accedere velocemente al Mar Mediterraneo, ai Balcani e al Medio Oriente.

Se Mosca vuole, l'annessione della Crimea è solo una questione di tempo. Kiev ha mobilitato le Forze armate e richiamato i riservisti, ma non ha la forza militare per contrastare la Russia. Il governo della Crimea ha fissato per il 30 marzoLink esterno un referendum per ampliare i poteri della regione, che tuttavia non prevede la possibilità di votare la secessione.

Rischio effetto domino

Intanto Donetsk, nell'Est dell'Ucraina, sta seguendo l'esempio della Crimea. Il consiglio municipale non ha riconosciuto il nuovo governo di Kiev e ha chiesto al parlamento localeLink esterno di indire un referendum per definire lo status della regione del Donbass. A Odessa e LuhanskLink esterno manifestanti filo-russi hanno fatto irruzione nei palazzi governativi.

Il rischio di un effetto domino nell'Ucraina orientale è alto. Tuttavia, anche qui vi sono città divise tra filo-russi e russofobi (europeisti e nazionalisti ucraini), come Kharkiv e Dnipropetrovsk. L'eventuale frammentazione del paese non sarebbe indolore né avverrebbe secondo una spaccatura netta tra Est-Ovest.

Difficilmente l'avanzata russa andrà oltre la Crimea. Mosca potrebbe servirsi in futuro del rinnovato sentimento russofilo come leva negoziale nei rapporti con l'Ucraina, fondamentale snodo energeticoLink esterno per il suo gas diretto verso l'Europa del Sud.

Le reazioni internazionali

In risposta all'occupazione de facto della Crimea, i leader del G7 (Canada, Francia, Germania, Giappone, Italia, Regno Unito, Stati Uniti) e i presidenti della Commissione Europea e del Consiglio Europeo hanno sospeso la loro partecipazione all'incontro preparatorio per il G8 di Sochi, previsto a giugno.

Putin ha accettato la proposta della cancelliere tedesca Angela Merkel di "un gruppo di contattoLink esterno" sotto il controllo dell'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (Osce) per risolvere la crisi.

Intanto, gli Usa hanno congelato i rapporti militari e i negoziati commerciali con la Russia. Anche l'UeLink esterno minaccia sanzioni economiche. La Cina non è totalmente schierata con Mosca. Anche se i rapporti sino-russi sono sempre più stretti, il governo cinese non gradisce la violazione della sovranità altrui. Perciò ha invitatoLink esterno le parti a risolvere la crisi tramite il dialogo. Precedentemente, il ministro degli Esteri russo Lavrov si era limitato a direLink esterno che tra i due paesi vi era "ampio accordo" sulla questione ucraina.

Per approfondire: Gli scontri a Kiev e la battaglia per l'Ucraina, nel contestoLink esternolinkLink esterno

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