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Thailandia, forse mesi prima di rivedere il sole

Potrebbero volerci anche dei mesi per riportare in superficie il gruppo di 12 ragazzini ritrovati vivi con il loro allenatore di calcio in una grotta nel nord della Thailandia dopo nove giorni senza contatti con l'esterno.

Questo contenuto è stato pubblicato il 03 luglio 2018
tvsvizzera.it/Zz/ats/afp con RSI (TG del 03.07.2018)
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Negli ultimi giorni le notizie riguardo ai 13 dispersi si facevano sempre più pessimistiche. Nonostante l'enorme mobilitazione di soccorsi, per nove giorni di loro non si è riusciti a trovare alcuna traccia.

Tre ore di immersione I soccorritori volontari britannici che hanno trovato i ragazzini, Richard Stanton (a sinistra) e John Volanthen sono degli appassionati di immersione e speleologia divenuti esperti di salvataggio, membri del British Cave Rescue Council (Bcrc). "Rick e John hanno dovuto nuotare contro corrente aggrappandosi alle pareti", ha dichiarato il Bcrc ai media britannici, precisando che l'immersione è durata circa tre ore. Foto Keystone


Quando le speranze di ritrovarli ancora in vita sembravano ormai svanite, due soccorritori volontari britannici li hanno localizzati. 

In un video diventato subito virale una volta postato in rete, si sente il soccorritore domandare: "Quanti siete?"
"Siamo in tredici", è la risposta.  
"Tredici? È fantastico!", esclama il soccorritore.

Tutti sono dunque in vita e relativamente in buona salute se si considera il tempo che hanno passato nei cunicoli. 

Tempi lunghi

La loro disavventura potrebbe tuttavia durare ancora a lungo, anche dei mesi. Lo ha annunciato martedì l'esercito di Bangkok. 

I tentativi di svuotare l'acqua dalla grotta Tham Luang con enormi pompe installate dai soccorritori hanno infatti finora avuto solo un limitato successo.

Secondo un portavoce, i ragazzi - tutti tra gli 11 e i 16 anni - dovranno essere addestrati alle immersioni durante tutta la stagione delle piogge, che termina a novembre, e attendere che il rischio di precipitazioni scenda.  Una sfida difficile nelle loro condizioni. Bisognerà prima di tutto rimetterli in forze.

Nel frattempo saranno nutriti e assistiti senza interruzioni, anche psicologicamente. Numerosi medici si sono già detti disponibili a trascorrere periodi con loro nel punto rialzato dove hanno trovato rifugio dall'acqua poco dopo il loro ingresso lo scorso 23 giugno.

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