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L'UE adotta le conclusioni sui migranti

I 27 vogliono muoversi verso un "modello turco", cercando accordi con i Paesi di origine dei rifugiati Keystone / Mc.i.c

Nel corso di un vertice principalmente dominato dalla questione della legge anti-LGBTQ+ ungherese (che Viktor Orban ha ribadito non avere l’intenzione di ritirare), la Commissione europea ha discusso (per poco più di 10 minuti) anche di migrazione, adottando le conclusioni sul dossier migratorio.

Questo contenuto è stato pubblicato il 24 giugno 2021 - 22:03
tvsvizzera.it/mrj con Keystone-ATS

Queste le conclusioni che sanciscono l'accordo dei 27 Stati UE sulle partnership con i Paesi terzi: "il Consiglio europeo ha discusso della situazione migratoria sulle varie rotte. Sebbene le misure adottate dall'UE e dagli Stati membri abbiano ridotto i flussi irregolari complessivi negli ultimi anni, gli sviluppi su alcune rotte destano serie preoccupazioni e richiedono una vigilanza continua e un'azione urgente", si legge in una nota.

Non è invece stato affrontato il tema dei ricollocamenti dei rifugiati che giungono nell’Unione. Il Governo italiano per primo è tornato a chiedere di inserire la questione in cima all'agenda europea per gestire il dossier in modo "equilibrato, efficace e umano", con l'obiettivo di raggiungere, anche se non subito, il tanto agognato accordo sulla redistribuzione.

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Mentre è al vaglio un nuovo pacchetto di aiuti da 3,5 miliardi di euro per i migranti ospitati dalla Turchia e altri 2,2 miliardi per Giordania, Libano e Siria, i leader UE hanno riportato l'attenzione sul Mediterraneo, lanciando un primo segnale comune in vista dell'estate e di un aumento degli arrivi già dato per scontato.

I 27 vorrebbero inoltre che venissero rafforzati gli accordi di partenariato con i Paesi di provenienza dei migranti africani, seguendo così il “modello turco”. "A tal fine il Consiglio europeo invita la Commissione e l'Alto rappresentante, in stretta cooperazione con gli Stati membri, a rafforzare immediatamente azioni concrete e un sostegno tangibile per i Paesi prioritari di origine e di transito”, al contempo condannando e respingendo “ogni tentativo di Paesi terzi di strumentalizzare i migranti a fini politici”.

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