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Vedovi discriminati in tema di pensioni di reversibilità

Giudici europei sanzionano Berna © Keystone / Christian Beutler

La Corte europea dei diritti dell’uomo dà ragione a un vedovo a cui era stata soppressa la rendita per le due figlie divenute maggiorenni. Sconfessati governo e Tribunale federale che dovranno ora uniformarsi alla sentenza.

Questo contenuto è stato pubblicato il 11 ottobre 2022 - 13:57
tvsvizzera.it/spal

Berna, sostiene Strasburgo, discrimina gli uomini in tema di pensione di reversibilità. Anche ai vedovi con prole spetta la rendita riconosciuta oggi alle mogli o alle conviventi superstiti.

Il caso ha avuto origine dai ricorsi di un appenzellese Max Beeler, a cui era stata tolta la prestazione di vedovanza al raggiungimento della maggiore età delle due figlie. Una decisione cui il 69enne si è opposto sostenendo che non avrebbe subito lo stesso pregiudizio se fosse stato dell’altro sesso.

Dopo il pronunciamento del Tribunale federale nel 2012, che non aveva rilevato incostituzionalità nella vicenda, i giudici europei hanno ora condannano la Confederazione per violazione della convenzione dei diritti umani, in particolare per aver discriminato gli uomini.

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Polemiche in vista

La sentenza è sicuramente destinata a far discutere. Innanzitutto, perché indennizzare anche tutti i vedovi con figli maggiorenni costerà sui dodici milioni all’anno alle casse dell’istituto pensionistico pubblico (AVS). Obbligherà poi governo e parlamento a porre mano per i necessari adeguamenti alla legge. Inoltre va a incidere sulla delicata e controversa questione dei giudici stranieri che, come in questo caso, vanno a incidere direttamente sull’ordinamento interno elvetico.

C’è poi sempre il caso dei vedovi senza figli che il verdetto della Corte europea non contemplava ma che, in ragione delle sue osservazioni, continua ad essere incongruo rispetto alle vedove nella stessa situazione.    

Su questa questione nel 2004 il popolo aveva respinto una revisione di legge che intendeva negare la pensione solo alle vedove che non avevano avuto figli. Da allora, la politica si è astenuta dal trattare le pensioni di reversibilità. Anche la recente riforma dell'AVS, approvata di stretta misura dal popolo a settembre, non ha affrontato il problema dei coniugi superstiti.

Riforma non più procrastinabile

Ora, però, il Consiglio federale e il Parlamento non potranno più tergiversare. Anche perché nel frattempo è stato varato il "matrimonio per tutti", approvato dal popolo, che parifica le coppie omosessuali a quelle "tradizionali" che crea disparità tra sessi (anche all’interno della comunità gay, solo le coppie formate da donne hanno infatti diritto attualmente alla rendita). All'inizio di aprile, la Commissione per la sicurezza sociale e la salute del Consiglio nazionale ha approvato tre mozioni che mirano a riformare le pensioni di reversibilità.

Fin da subito però Berna deve uniformarsi al disposto della Corte europea dei diritti dell’uomo. L'Ufficio federale delle assicurazioni sociali (UFAS), è stato già comunicato, intende dare "immediatamente istruzioni alle casse di compensazione" affinché i vedovi il cui figlio o figlia compie 18 anni, continuino a ricevere una pensione di reversibilità, così come le vedove.

A essi si aggiungono tutti i padri superstiti con prole maggiorenne che hanno presentato ricorso contro la sospensione della rendita. Chi invece, trovandosi nella medesima situazione, ha accettato la soppressione della pensione di vedovanza, resterà a mani vuote.

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